Umanizzazione delle cure: una lezione di solidarietà che vogliamo condividere

Una riflessione del Gruppo ANA 8° Reggimento Alpini – Venzone, dopo un incontro che ci ha fatto scoprire un aspetto del volontariato che conoscevamo ancora troppo poco.
Ci sono giornate in cui partecipi a un evento pensando di conoscere già il significato della solidarietà e torni a casa con qualcosa di nuovo su cui riflettere.
È quello che ci è successo il 20 ottobre scorso, durante le celebrazioni per il 25° anniversario di ABIO Udine, l’associazione che da un quarto di secolo si prende cura dei bambini ricoverati e delle loro famiglie.
Abbiamo ascoltato interventi interessanti, di grande valore umano e professionale, che ci hanno emozionato e fatto riflettere.
Ma soprattutto abbiamo scoperto un concetto che, lo ammettiamo senza difficoltà, fino a quel giorno ci era praticamente sconosciuto: l’umanizzazione delle cure.
Ma cosa significa umanizzare le cure?
Detto in parole semplici, significa ricordarsi che in un letto d’ospedale non c’è soltanto un paziente da curare, ma una persona con le sue paure, le sue emozioni e i suoi bisogni.
Un bambino ricoverato non ha bisogno soltanto di medicine e di personale sanitario preparato. Ha bisogno anche di sorridere, di giocare, di sentirsi al sicuro e di avere accanto qualcuno che lo rassicuri.
Lo stesso vale per un adulto, per un anziano, per chiunque stia affrontando una malattia.
Umanizzare le cure significa non dimenticare la persona mentre ci si occupa della malattia.
Un concetto semplice, quasi scontato quando lo si ascolta, ma che racchiude un modo diverso di guardare all’assistenza sanitaria.
Il volontariato può fare molto. Forse più di quanto immaginiamo.
Il nostro Gruppo ANA 8° Reggimento Alpini è nato il 28 novembre 2019. In questi quasi sette anni abbiamo organizzato iniziative benefiche, raccolto fondi, sostenuto associazioni e cercato di dare risposte concrete ai bisogni del territorio.
Lo abbiamo fatto con entusiasmo, mettendoci a disposizione e imparando strada facendo.
L’incontro con ABIO Udine ci ha però fatto comprendere ancora meglio una cosa: la solidarietà non si misura soltanto con quanto si dona, ma anche con il benessere che quella donazione riesce a portare alle persone.
Durante l’anniversario abbiamo assistito alla consegna, da parte di ABIO Udine alla Clinica Pediatrica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia, di un visore per la realtà virtuale, acquistato grazie alla donazione del nostro Gruppo attraverso l’iniziativa solidale “Il Panettone degli Alpini 2025”.
Uno strumento innovativo, destinato ad aiutare i piccoli pazienti ad affrontare con maggiore serenità alcuni momenti difficili delle cure, grazie a esperienze virtuali capaci di distrarli e coinvolgerli.
Dietro questo dispositivo ci sono tante persone che hanno acquistato un panettone, volontari che hanno dedicato il proprio tempo e ABIO Udine, che ha saputo trasformare quella generosità in un aiuto concreto.
Non abbiamo semplicemente contribuito all’acquisto di uno strumento tecnologico.
Abbiamo contribuito a regalare ai bambini qualche momento di serenità in una situazione difficile.
Un pensiero rivolto a tutte le associazioni
Questa esperienza ci ha lasciato una riflessione che desideriamo condividere soprattutto con chi, come noi, dedica parte del proprio tempo al volontariato.
Spesso siamo concentrati sull’organizzazione degli eventi, sulla raccolta fondi, sui risultati economici e sugli obiettivi da raggiungere.
Tutte cose importanti, naturalmente.
Ma forse, qualche volta, dovremmo chiederci non soltanto quanto siamo riusciti a raccogliere, ma soprattutto quale differenza possiamo fare nella vita delle persone.
L’umanizzazione delle cure non riguarda esclusivamente medici, infermieri o associazioni che operano negli ospedali.
Riguarda anche il mondo del volontariato, le tante associazioni del territorio che possono contribuire, ciascuna secondo le proprie possibilità, a rendere più sereni e dignitosi i momenti difficili di chi soffre.
Non servono necessariamente grandi progetti. A volte bastano una presenza, un ascolto, un piccolo gesto o la capacità di sostenere chi conosce davvero i bisogni delle persone.
E vogliamo essere chiari su un punto: non siamo qui per insegnare alle altre associazioni come fare volontariato. Vogliamo semplicemente condividere qualcosa di importante che noi stessi abbiamo appena imparato.
Perché crediamo che confrontarsi, ascoltare esperienze diverse e imparare gli uni dagli altri sia uno dei modi migliori per crescere insieme.
C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare
Il nostro Gruppo è una realtà relativamente giovane, con quasi sette anni di storia alle spalle, ma con tanta voglia di fare.
In questo percorso abbiamo incontrato persone straordinarie, collaborato con tante associazioni e scoperto quanto sia importante fare rete.
L’esperienza vissuta con ABIO Udine ci ha lasciato qualcosa in più: la consapevolezza che, anche quando pensiamo di fare già del nostro meglio, esistono nuovi modi per rendere il nostro aiuto ancora più utile.
Ringraziamo ABIO Udine per averci invitato a condividere un anniversario così importante e per averci fatto conoscere più da vicino una realtà fatta di persone, impegno e grande sensibilità.
Torniamo da questa esperienza con una convinzione ancora più forte: il volontariato non è soltanto dare qualcosa agli altri, ma anche avere l’umiltà di ascoltare, imparare e migliorare.
Perché anche in questi primi sette anni di attività solidale abbiamo capito che c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. E soprattutto che aiutare è importante, ma imparare ad aiutare meglio può fare davvero la differenza.
Per noi Alpini, “Aiutare è la nostra missione”.
Oggi, grazie anche ad ABIO Udine, queste parole hanno un significato ancora più profondo.
Gianluca Melillo
Capogruppo ANA 8° Reggimento Alpini – Venzone


